La salute dell’Africa è la salute di tutti.
La salute globale è un diritto fondamentale e un bene pubblico: una responsabilità condivisa da cui dipende il benessere delle persone e delle comunità, ovunque.
Le crisi sanitarie non si fermano ai confini: quando la prevenzione viene indebolita in un Paese, il rischio riguarda il mondo intero.
Lo sappiamo bene.
L’esperienza della pandemia COVID19 ci ha mostrato quanto sistemi sanitari fragili, mancanza di prevenzione e cooperazione insufficiente possano trasformare problemi locali in emergenze globali.
Sulla salute non si torna indietro. Sui diritti non si torna indietro.
I tagli alla cooperazione internazionale e l’indebolimento dei meccanismi multilaterali minano la prevenzione, la risposta alle emergenze e la sicurezza sanitaria globale.
Smantellare i programmi di cooperazione sanitaria significa mettere in discussione valori per noi non negoziabili: uguaglianza, rispetto, dignità umana.
Questi processi non sono inevitabili.
Sono scelte politiche che producono conseguenze concrete: aumentano le diseguaglianze e colpiscono in modo sproporzionato le persone più fragili, in particolare donne e bambini. Ciò che non viene visto non viene curato. E ciò che non viene curato, prima o poi, riguarda tutti.
In un contesto segnato da decisioni prese senza ascolto, cooperazione e responsabilità condivisa – che privilegiano interessi di breve periodo rispetto alla salute delle persone e delle generazioni future – ribadiamo con chiarezza la nostra posizione.